Lo chiamano il Respiro Antico.
È nelle radici, nel vento, dentro di te.
Fai un respiro piano. La storia sta per cominciare.
Luce era la più piccola tra tutte le lucciole del bosco, e forse era anche quella che brillava meno intensamente delle altre — un piccolo bagliore dorato che sembrava sempre un po' più fioco, un po' più timido rispetto a quello dei suoi fratelli e sorelle, che invece illuminavano il buio con lampi vivaci e sicuri.
Non era mai stata una cosa che la faceva stare bene, quella differenza. Ogni sera, quando le lucciole del bosco cominciavano il loro spettacolo di luci nella radura vicino al ruscello, Luce si posizionava sempre un po' in disparte, ai margini del gruppo, cercando di brillare quanto più forte possibile ma sapendo, in fondo, che la sua luce non avrebbe mai raggiunto l'intensità di quella degli altri.
Quella sera particolare, mentre le altre lucciole danzavano nell'aria formando disegni luminosi che sembravano stelle cadute dal cielo, Luce si sentì particolarmente triste. Si posò su una foglia bassa di un cespuglio, un po' lontana dal centro della festa di luci, e lasciò che quella tristezza le riempisse il piccolo corpo dorato.
Pensò a quanto sarebbe stato bello brillare come le altre, essere notata, essere parte di quel grande spettacolo che ogni notte incantava tutti gli animali del bosco che si fermavano a guardare. Invece si sentiva piccola, insignificante, come una nota stonata in una canzone altrimenti perfetta.
Mentre stava lì, rannicchiata sulla foglia con le ali chiuse strette intorno al corpo, sentì un rumore leggero avvicinarsi — era Zampy, che stava tornando alla sua tana dopo una lunga giornata, e che si era fermato proprio vicino al cespuglio dove Luce si nascondeva.
"Perché non sei là con le altre?" chiese Zampy, con quella voce gentile che aveva sempre quando parlava con gli amici più piccoli del bosco.
"La mia luce non è abbastanza forte," rispose Luce, con un filo di voce che tremava un po'. "Non serve a niente stare con loro. Nessuno la nota."
Zampy si sedette accanto al cespuglio, pensieroso, guardando per un momento verso la radura dove le altre lucciole continuavano il loro spettacolo luminoso. Poi guardò di nuovo verso Luce, verso quel piccolo bagliore dorato e tremolante che sembrava quasi vergognarsi della propria esistenza.
"Sai," disse piano, "l'altra notte mi sono perso tornando dal ruscello. Era buio, molto buio, e le nuvole coprivano la luna. Non riuscivo a trovare la strada di casa, e avevo un po' paura, se devo essere sincero."
Luce lo guardò, incuriosita nonostante la propria tristezza.
"E poi," continuò Zampy, "ho visto una piccola luce, proprio come la tua, che brillava vicino al sentiero. Non era la luce più forte che avessi mai visto, ma era proprio quello che mi serviva in quel momento — una piccola luce ferma, costante, che mi ha aiutato a trovare la direzione giusta. Non avevo bisogno di uno spettacolo grandioso. Avevo bisogno solo di quella piccola luce lì."
Luce rimase in silenzio per un momento, lasciando che quelle parole si posassero dentro di lei come una carezza gentile.
"Forse," disse Zampy alzandosi per proseguire il suo cammino, "la tua luce non è fatta per brillare in mezzo a una folla di altre luci uguali. Forse è fatta per essere trovata da chi ne ha davvero bisogno, in un momento preciso, in un posto preciso."
Se ne andò lentamente verso la sua tana, lasciando Luce sola con quelle parole nuove che continuavano a girarle dentro.
Rimase ancora un po' sulla foglia, guardando lo spettacolo lontano delle altre lucciole, ma questa volta con occhi diversi. E mentre pensava a quello che Zampy le aveva detto, sentì qualcosa muoversi piano nel ramo su cui era posata — il Respiro Antico, che scorreva anche lì, in quel piccolo angolo appartato del bosco, tanto quanto scorreva nella grande radura piena di luci danzanti.
Capì, ascoltando quel respiro silenzioso, che il Respiro Antico non faceva differenze tra le luci grandi e quelle piccole, tra chi brillava al centro della scena e chi brillava ai margini. Scorreva ugualmente sotto ogni cosa vivente, dando valore a ogni forma di esistenza, grande o piccola che fosse.
Quella notte, invece di tornare verso la radura affollata, Luce decise di volare da sola verso un sentiero più tranquillo del bosco, uno di quelli meno frequentati, dove magari qualche piccolo animale smarrito avrebbe potuto avere bisogno proprio della sua luce fioca e costante.
Volò piano nell'oscurità, il suo piccolo corpo dorato che pulsava di una luce non intensa ma paziente, e si sentì, per la prima volta da molto tempo, in pace con se stessa. Non aveva bisogno di essere la lucciola più brillante del bosco. Aveva solo bisogno di essere se stessa, nel posto giusto, al momento giusto.
Quando tornò infine al suo piccolo rifugio tra le foglie, stanca ma serena, sentì ancora il Respiro Antico scorrere intorno a lei nell'aria della notte, costante come sempre, e capì che ogni luce, per quanto piccola potesse sembrare, aveva il suo posto e il suo scopo in quel grande disegno che il bosco custodiva.
Si addormentò con quella nuova consapevolezza dentro, sentendosi finalmente in pace con la propria natura, sapendo che da qualche parte, in un momento futuro, la sua piccola luce sarebbe stata esattamente quello di cui qualcuno aveva bisogno.
Il Respiro Antico scorre ancora.
Dormi adesso.
Ci vediamo nella prossima storia.
Il bosco veglia su di te.



